09/03/2026

Pelliconi alla conquista degli emergenti - Dal Corriere della Sera

«Dopo aver iniziato i lavori nel 2025, tra poche settimane apriremo il nostro stabilimento in Sudafrica». A parlare è Marco Checchi (nella foto), amministratore delegato di Pelliconi, azienda tra i leader mondiali nella produzione di tappi a corona per le bevande che, nella sua strategia, punta a crescere sempre di più nei mercati emergenti, dove il settore delle bevande è interessante: «L’Africa è un continente su cui ci focalizzeremo anche nei prossimi anni: lo stabilimento a Johannesburg, in Sudafrica, si unisce a quello già attivo in Egitto. Ma non escludiamo di espanderci anche a Est e Ovest del continente», racconta l’ad. La storia di questa azienda italiana comincia nel 1939 a Bologna. Oggi il gruppo, che con i suoi tappi rifornisce i grandi marchi globali della birra, da Carlsberg ad Heineken, ma anche Coca Cola e Nestlé, conta nove stabilimenti produttivi in quattro continenti, tra cui due in Cina (Suzhou e Changzhou) e tre in Nord America. In Arizona e Canada, nel 2024, ha acquisito gli asset produttivi di Novembal, azienda specializzata nella produzione di tappi in plastica, aumentando così la gamma. Oggi, Pelliconi produce 32 miliardi di tappi all’anno e ha chiuso il 2025 con un fatturato da 280 milioni. Un risultato che, sottolinea Checchi, ha risentito di dinamiche diverse a seconda dei continenti: «In Europa abbiamo registrato un leggero calo dei consumi, compensato dal mercato africano e da quello cinese, dove abbiamo buoni margini di espansione». Se le tensioni geopolitiche e le vicende attorno ai dazi statunitensi non hanno toccato il business di Pelliconi in modo diretto («Negli Usa produciamo solo tappi in plastica, quindi i dazi su acciaio e alluminio non ci hanno toccato », spiega), un fattore di sfida viene dalle trasformazioni del mercato e delle abitudini di consumo. Secondo un report della società Euromonitor International, con una crescita in volumi di appena lo 0,6%, il consumo di alcolici risulta «stagnante», mentre la domanda di bevande analcoliche o a basso contenuto di alcol è in forte crescita. Una tendenza osservata anche da Pelliconi: «Abbiamo registrato che se, ad esempio, il consumo di birra cala, quello di bevande analcoliche aumenta. Anche se cambia la composizione dei consumi, quindi, il trend resta positivo in termini di volumi». Per mantenere e ampliare la posizione di leadership nel mercato, Pelliconi ha fatto importanti investimenti in innovazione, rendendola una leva competitiva: «La nostra missione — ironizza l’ad — è rendere la produzione di tappi il più difficile possibile». Questa spinta, nel concreto, si è tradotta ad esempio nello sviluppo di tecnologie di stampa digitale e di software per generare QR code da apporre sui tappi: «Questo tipo di personalizzazione permette ai clienti di offrire più servizi e iniziative di marketing ai consumatori ». Negli ultimi anni, la ricerca si è concentrata anche sulla riduzione dello spessore della lamiera dei tappi, racconta Checchi: «Lo sviluppo di soluzioni più sottili ci ha permesso di usare meno materia prima, facendo risparmiare anche i nostri clienti». Con ricadute che l’ad giudica importanti anche sul fronte della sostenibilità: «Possiamo usare meno acciaio e questo è importante visto che le acciaierie, soprattutto in Europa, hanno forni che funzionano a gas e ancora pochi forni elettrici a basse emissioni». Dalle politiche dell’Ue sui packaging potrebbero nascere ulteriori sviluppi per il business, osserva: «La crescente attenzione verso il riutilizzo degli imballaggi potrebbe favorire la diffusione delle bottiglie in vetro rispetto alle lattine, con un aumento della richiesta di tappi».

Di VALERIANO MUSIU